SENTENZA NART c. TURCHIA
OPINIONE CONGIUNTA PARZIALMENTE DISSENZIENTE
DEI GIUDICI TÜRMEN E MULARONI
decisioni giudiziarie. In secondo luogo, il Governo dichiara che, essendo
stato il ricorrente imputato del reato di rapina a mano armata, questi
rischiava una pena fino a 15 anni di reclusione. A tal proposito, il Governo
fa riferimento all’articolo 19 della Legge sull’Istituzione, la Giurisdizione e
le Procedure giudiziarie dei Tribunali per i Minorenni, che prevede che i
minori non possano essere tenuti in detenzione se le accuse a loro carico
non comportino una condanna pari ad almeno 3 anni di reclusione.
29. La Corte ricorda che l’articolo 5 § 3 della Convenzione non indica
una durata massima della custodia cautelare. Stabilire se un determinato
periodo di detenzione sia ragionevole è una questione che non può essere
valutata in abstracto. In effetti, la ragionevolezza della detenzione cautelare
nei riguardi di un accusato deve essere valutata secondo le speciali
caratteristiche di ciascun caso. Il perdurare della detenzione può essere
giustificato in un determinato caso solo se vi siano indicazioni espresse di
un’autentica necessità di interesse generale che, nonostante la presunzione
d’innocenza, prevalga sulla regola del rispetto della libertà individuale.
Compete innanzitutto alle autorità giudiziarie nazionali esaminare tutte le
circostanze tali da palesare o escludere l’esistenza di una tale necessità e di
renderne conto nelle loro decisioni rese sulle istanze di remissione in libertà.
È essenzialmente sulla base delle motivazioni contenute in queste decisioni
nonché sui fatti non controversi indicati dal ricorrente nelle sue istanze che
la Corte è chiamata a decidere se vi sia stata o meno una violazione
dell’articolo 5 § 3 (si veda Klamecki c. Polonia, n. 25415/94, § 74, 28
marzo 2002; W c. Svizzera, sentenza del 26 gennaio 1993, Serie A n. 254-A,
pp. 15-19, §§ 30-42; Contrada c. Italia, sentenza del 24 agosto 1998,
Reports of Judgments and Decisions 1998-V, § 54).
30. Nel caso di specie, la Corte osserva che il periodo da prendere in
considerazione inizia il 28 novembre 2003 con l’arresto del ricorrente e
termina il 16 gennaio 2004 con la sua scarcerazione durante la prima
udienza di fronte al Tribunale per i Minorenni di Izmir. Pertanto la
detenzione è durata quarantotto giorni.
31. Nell’esaminare questo caso, la Corte ha tenuto conto della grande
varietà di importanti testi internazionali cui si è fatto riferimento sopra
(paragrafi 17-22) e ricorda che la detenzione cautelare dei minori dovrebbe
essere utilizzata come misura di extrema ratio; dovrebbe essere quanto più
breve possibile e, laddove la detenzione sia strettamente necessaria, i minori
dovrebbero essere tenuti separati dagli adulti.
32. La Corte osserva inoltre che, quando il ricorrente ha fatto ricorso
avverso la sua detenzione cautelare, la Corte d’Assise di Izmir ha respinto il
suo ricorso sulla base del contenuto del fascicolo di causa, della natura del
reato e dello stato degli elementi di prova (paragrafo 10, supra). Benché, in
generale, l’espressione “lo stato degli elementi di prova” possa essere un
fattore rilevante per l’esistenza e la persistenza di gravi indizi di
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