di un « giudice o un altro magistrato autorizzato dalla legge ad esercitare
funzioni giudiziarie », ma dal procuratore della Repubblica, il quale, come
sottolinea la sentenza nella parte relativa all’articolo 5 § 1 (paragrafo 61),
non possiede tale qualità ai sensi della giurisprudenza della Corte (sentenze
Schiesser c. Svizzera, del 4 dicembre 1979, serie A n. 34, §§ 29-30, e Huber
c. Svizzera, del 23 ottobre 1990, serie A n. 188), poiché la privazione della
libertà subita da Rigopoulos è avvenuta sotto lo stretto controllo del
tribunale centrale di istruzione di Madrid – giurisdizione istruttoria
specializzata, indipendente dall’esecutivo.
Rigopoulos é stato immediatamente e con ordinanza motivata sottoposto
alla detenzione provvisoria durante il dirottamento della nave, allo spirare
delle prime settantadue ore di detenzione, essendovi in tal modo stato nel
suo caso un controllo giurisdizionale della privazione della libertà al termine
del periodo legale di fermo.
Quindi, al contrario di quest’ultimo, l’equipaggio del Winner non ha
beneficiato di protezione contro l’arbitrio, offerta invece da un
inquadramento di quella specie. La sentenza rileva tale lacuna al paragrafo
68, ma non ne deriva alcuna conseguenza in merito all’articolo 5 § 3,
limitandosi a rinviare alle « circostanze eccezionali » del caso.
Sono consapevole del fatto che, trattandosi di traffico di stupefacenti, le
autorità nazionali debbano dar prova di fermezza nei confronti di coloro che
contribuiscono alla propagazione di tale flagello (vedi, ad esempio, le
sentenze Maslov c. Austria, [GC], n. 1638/08, del 23 giugno 2008, § 80,
Dalia c. Francia, del 19 febbraio 1998, Raccolta 1998-I § 54, e Baghli c.
Francia, del 30 novembre 1999, n. 34374/97, CEDH 1999-VIII, § 48).
Tuttavia, come indicato a giusto titolo nel suo paragrafo 49, « un tale fine
non potrebbe giustificare ogni mezzo ».
La Corte ha sempre ricordato l’importanza delle disposizioni
dell’articolo 5 nel sistema della Convenzione : esse consacrano un diritto
dell’uomo fondamentale, qual è la protezione dell’individuo dalle azioni
arbitrarie dello Stato contro la sua libertà (vedi, in particolare, le sentenze
Saadi c. Regno Unito [GC], del 29 gennaio 2008, n. 13229/03, CEDH 2008-
..., § 63, Winterwerp c. Paesi Bassi, del 24 ottobre 1979, serie A n. 33, § 37
e Brogan ed altri c. Regno Unito, del 29 novembre 1988, serie A, n. 145-B,
§ 58).
La Francia non disponeva, nel caso di specie, di un quadro legislativo
tale da offrire sufficienti garanzie contro le privazioni arbitrarie della libertà,
e nessuna circostanza eccezionale ha giustificato, a mio parere, un termine
di presentazione di quindici o sedici giorni dinanzi ad una autorità
giudiziaria.
Pertanto, ritengo che vi sia stata violazione dell’articolo 5 § 3 della
Convenzione.
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