MATVEYEV c. RUSSIA SENTENZA
Articolo 1100. Fondi per la compensazione per danno non pecuniario
“La compensazione per danno non pecuniario sarà corrisposto indipendentemente
dalla colpevolezza del responsabile, quando:
… il danno è causato a una persona a causa di ingiusta condanna, azione penale
illecita, illegittima applicazione quale una misura di restrizione, di custodia cautelare
o di obbligo di dimora (“a written undertaking not to leave a specified place”) e
l’illecita imposizione di una sanzione amministrativa sotto forma di arresto o di lavoro
disciplinare.”
III. DOCUMENTI DEL CONSIGLIO D’EUROPA PERTINENTI
31. Rapporto esplicativo del Protocollo n. 7 della Convenzione per la
protezione dei diritti dell’Uomo e delle libertà fondamentali (ETS N.
117)
Articolo 3
“22. Questo articolo prevede che l’indennizzo sarà corrisposto alla vittima di un
errore giudiziario, a certe condizioni.
Innanzitutto, la persona interessata deve essere stata dichiarata colpevole di un reato
con sentenza definitiva e aver scontato una pena a seguito di tale condanna. Secondo
la definizione contenuta nel rapporto esplicativo della Convenzione europea sulla
validità internazionale delle sentenze penali, una decisione è definitiva “se essa è,
secondo l’espressione tradizionale, passata in forza di cosa giudicata. Questo è il caso
quando essa è irrevocabile, vale a dire quando non è più assoggettabile a vie di ricorso
ordinarie o quando le parti hanno esperito queste vie o lasciato passare i termini senza
esercitarle”. Ne risulta che una sentenza pronunciata in contumacia non è considerata
definitiva fino a quando la legge nazionale permette di riaprire la procedura.
Ugualmente, questo articolo non si applica nei casi in cui l’imputazione è archiviata o
quando la persona accusata è assolta, o dal giudice di primo grado, oppure a seguito di
impugnazione, dal giudice di grado superiore. Se, peraltro, in uno degli Stati dove tale
possibilità è prevista, la persona ha ricevuto l’autorizzazione di appellarsi, dopo la
decorrenza del termine ordinario previsto per impugnare e la sua condanna è stata
annullata in appello, questo articolo può applicarsi, su riserva di altre condizioni
previste da questo articolo, e in particolare da quelle menzionate al paragrafo 24 qui
sotto.
23. In secondo luogo, l’articolo si applica unicamente nel caso in cui la condanna di
una persona viene annullata, o la grazia viene concessa, perché, nelle due ipotesi, un
fatto nuovo o non conosciuto dimostra che si è verificato un errore giudiziario – vale a
dire una mancanza grave in un processo che ha pregiudicato gravemente la persona
condannata. Conseguentemente, non è necessario, in virtù di questo articolo,
corrispondere un indennizzo se la condanna è stata annullata o la grazia è stata
concessa per altri motivi. D’altra parte, l’articolo non contiene nessuna disposizione
riguardo al tipo di procedura da seguire per accertare un errore giudiziario. Questa
questione riguarda il diritto interno o la pratica dello Stato interessato. Le parole “o
quando la grazia è concessa” sono state incluse perché, in certi sistemi giudiziari,
7
Copyright © 2009 UFTDU