CONSIGLIO D’EUROPA  
CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO  
PRIMA SEZIONE  
CASO MATVEYEV c. RUSSIA  
(Ricorso n. 26601/02)  
SENTENZA  
STRASBURGO  
3 luglio 2008  
Questa sentenza diventerà definitiva nei termini indicati all’articolo 44 § 2 della  
Convenzione. Può subire modifiche di forma  
traduzione non ufficiale dal testo originale a cura dell'Unione forense per la tutela dei diritti dell'uomo  
MATVEYEV c. RUSSIA SENTENZA  
Nel ricorso Matveyev c. Russia,  
La Corte europea dei diritti dell’Uomo (Prima Sezione), riunita in una  
camera composta da:  
Christos Rozakis, Presidente,  
Nina Vajić,  
Anatoly Kovler,  
Elisabeth Steiner,  
Khanlar Hajiyev,  
Dean Spielmann,  
Sverre Erik Jebens, giudici,  
e Søren Nielsen, Cancelliere di Sezione,  
Avendo deliberato in camera di consiglio il 12 giugno 2008,  
Rende la seguente sentenza, adottata in tale data :  
PROCEDURA  
1. Il caso trae origine da un ricorso (n. 26601/02) diretto contro la  
Federazione russa presentato il 15 giugno 2002 da un cittadino russo, signor  
Sergey Nilovich Matveyev (“il ricorrente”), in virtù dell’articolo 34 della  
Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà  
fondamentali (“la Convenzione”).  
2. Il Governo convenuto era rappresentato dal sig. P. Laptev,  
rappresentante della Federazione russa davanti alla Corte europea dei diritti  
dell’uomo.  
3. Il ricorrente lamenta, in particolare, la violazione del suo diritto al  
risarcimento del danno per ingiusta detenzione.  
4. Con decisione del 1o febbraio 2007, la Corte ha dichiarato il ricorso  
ricevibile.  
5. Sia il ricorrente che il Governo hanno depositato ulteriori osservazioni  
scritte (articolo 59 § 1). La Camera ha deciso, dopo aver consultato le parti,  
che non fosse necessario tenere un’udienza nel merito (articolo 59 § 3 in  
fine), e le parti hanno replicato ciascuna per iscritto alle osservazioni della  
controparte.  
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MATVEYEV c. RUSSIA SENTENZA  
IN FATTO  
I. LE CIRCOSTANZE DEL CASO  
6. Il ricorrente, sig. Sergey Matveyev, è un cittadino russo nato nel 1949  
e residente in Arkhangelsk.  
A. La procedura penale contro il ricorrente  
7. Nel 1980 il ricorrente e sua moglie, sig.ra Matveyeva, organizzarono  
una trasmissione radio a onde corte dalla loro abitazione.  
8. Il 1° maggio 1981 la loro trasmissione venne interrotta dalle autorità.  
Vennero effettuate una serie di perquisizioni nel loro appartamento.  
9. Il 12 maggio 1981 venne intentata una procedura penale nei confronti  
del sig. Matveyev.  
10. L’11 agosto 1981 il Tribunale distrettuale di Lomonosovskiy della  
Regione di Arkhangelsk processò il sig. Matveyev per produzione di un  
francobollo postale contraffatto e per averlo utilizzato per inviare  
corrispondenza personale libera da spese, condannandolo a due anni di  
detenzione. Il Tribunale distrettuale riteneva, in particolare:  
“ Il Tribunale giudica insostenibile la tesi dell’accusato [sig.] Matveyev secondo cui  
il francobollo che prese dalla scuola radio-tecnica … non poteva essere utilizzato per  
inviare corrispondenza libera da spese [dato che] non era valido secondo il listino  
prezzi n. 125 “Tariffe e servizi postali”, adottato dal Ministero delle Comunicazioni  
URSS e il Decreto di Stato del Comitato Prezzi n. 517 del 25 giugno 1980 [in vigore  
dal] 1° ottobre 1980 [Прейскурант № 125 «Тарифы и услуги связи»,  
утвержденный Министерством связи СССР введенный в действие с 1 октября  
1980 г. и Постановление Госкомцен СССР от 25 июля 1980 г. 517].  
Al momento del furto del francobollo postale e del conseguente invio di lettere  
tramite [l’utilizzo del] francobollo [il sig.] Matveyev non era a conoscenza dei  
documenti sopramenzionati e il suo intento era quello di inviare la propria  
corrispondenza [personale] libera da spese, [fatto che] fu ripetutamente dimostrato  
dagli …elementi di prova.”  
11. Il 25 settembre 1981 la Corte regionale di Arkhangelsk confermò la  
sentenza. Il ricorrente scontò la pena e fu licenziato dal suo lavoro presso  
un’impresa di Stato.  
B. Procedura per l’ottenimento del risarcimento per il danno non  
patrimoniale  
12. Il 6 ottobre 1999, nel processo di revisione di secondo grado, il  
Presidio della Corte regionale di Arkhangelsk capovolse la condanna del  
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MATVEYEV c. RUSSIA SENTENZA  
sig. Matveyev per contraffazione di un francobollo, decidendo che la  
condanna fosse ingiusta, non essendoci alcuna indicazione che un reato  
fosse stato commesso. Il Presidio riteneva:  
“ La lettera del Capo [del servizio postale di Arkhangelsk] del 10 luglio 1981  
classificato in atti indica chiaramente che il francobollo “da spedirsi libero da spese”  
fu usato dalle società postali per la corrispondenza intercorrente tra le associazioni  
radiofoniche fino al 1980. [Dopo] l’entrata in vigore il 1° ottobre 1980 del Listino  
Prezzi n. 125 “Tariffe e servizi postali”, la corrispondenza libera da spese tra le  
trasmissioni radio a onde corte fu autorizzata solo per quanto riguardava le cartoline  
postali ricevute …Dunque, il francobollo non era più valido.  
Tenendo conto del fatto che … il francobollo [avrebbe potuto non essere usato per  
ottenere un profitto illegalmente], la procedura penale deve essere archiviata.”  
13. Nel 2001, il sig. Matveyev intentò una procedura al fine di ottenere il  
risarcimento per i danni non patrimoniali subiti a causa dell’illegittima  
detenzione.  
14. Il 20 dicembre 2001, il Tribunale distrettuale di Arkhangelsk  
respinse il ricorso sulla base del fatto che all’epoca della condanna non  
esistevano disposizioni interne che permettessero di reclamare tali danni.  
15. Il 21 gennaio 2002, la Corte regionale di Arkhangelsk confermò la  
sentenza d’appello.  
16. Ad una data non precisata, il ricorrente intentò un processo di  
revisione dato che nuovi elementi di prova erano stati scoperti.  
17. Il 24 dicembre 2002, la Corte distrettuale di Lomonosovskiy di  
Arkhangelsk respinse il ricorso.  
18. Ad una data non precisata il ricorrente intentò un processo di  
revisione di secondo grado avverso la sentenza del 20 dicembre 2001 e della  
decisione del 24 dicembre 2002.  
19. Il 4 e il 17 febbraio 2004 rispettivamente la Corte regionale di  
Arkhangelsk respinse le richieste.  
C. Procedura per l’ottenimento del risarcimento per danni  
patrimoniali  
20. In seguito al deposito della decisione del 6 ottobre 1999, il sig.  
Matveyev promosse un procedimento per l’ottenimento dei danni  
patrimoniali conseguenti all’ingiusta detenzione nell’ambito della procedura  
penale.  
21. Il 27 settembre 2000 il Tribunale distrettuale di Lomonosovskiy di  
Arkhangelsk accolse il ricorso e riconobbe quale somma per i danni subiti  
un importo pari a 531.269,73 rubli russi (RUB) e per le spese una somma  
pari a 1.214,98 RUB. A una data non precisata il Presidente della Corte  
regionale d’Arkhangelsk presentò un ricorso per la revisione della decisione  
in secondo grado.  
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22. Il 7 febbraio 2001, il Presidio della Corte regionale di Arkhangelsk  
annullò la sentenza del 27 settembre 2000 e rimise il caso per un nuovo  
esame davanti ad una diversa giurisdizione.  
23. Il 7 marzo 2001 il Tribunale distrettuale di Lomonosovskiy di  
Arkhangelsk riqualificò il procedimento come una procedura civile. Il  
13 aprile 2001 la Corte regionale di Arkhangelsk annullò la decisione del  
7 marzo 2001 e riaprì il caso per un nuovo esame.  
24. L’11 ottobre 2001, il Tribunale distrettuale di Lomonosovskiy di  
Arkhangelsk riconobbe al ricorrente un risarcimento danni per una somma  
pari a 124.583,57 RUB.  
25. Il 23 novembre 2001 la Corte regionale di Arkhangelsk annullò la  
sentenza dell’11 ottobre 2001 e rinviò il caso per un nuovo esame.  
26. Il 21 gennaio 2002 il Tribunale distrettuale di Lomonosovskiy di  
Arkhangelsk riconobbe al ricorrente danni per una somma pari a  
2.225 RUB. I danni, per un ammontare di 393.574,87 vennero corrisposti il  
7 febbraio 2002. Le spese, per un ammontare di 1.481,18, vennero  
corrisposte il 28 febbraio 2002.  
27. Dopo che i decreti furono emessi, il ricorrente li trasmise  
direttamente al debitore, ossia il Tesoro federale del Ministero delle  
Finanze.  
28. Le sentenze del 7 e 28 febbraio 2002 vennero eseguite il  
26 novembre 2003. La sentenza del 21 gennaio 2002 venne eseguita il  
31 maggio 2004.  
II. IL DIRITTO INTERNO PERTINENTE  
29. Codice civile della federazione russa, Parte I, in vigore dal  
1° gennaio 1995  
Articolo 151. Risarcimento per danni non patrimoniali  
“Se una persona ha subito un danno non patrimoniale (sofferenza fisica o mentale)  
come conseguenza di azioni che violano i suoi diritti non patrimoniali personali o altri  
benefici non materiali riconosciuti ai cittadini, e anche in altre circostanze previste  
dalla legge, il Tribunale può ordinare al responsabile di fornire una compensazione  
monetaria per detto danno.”  
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30. Codice civile della Federazione russa, Parte II, in vigore dal  
1o marzo 1996  
Articolo 1069. Responsabilità per danni causati da organi dello Stato, organi di  
autogoverno locali e altri funzionari  
“Il danno causato ad una persona fisica o a una persona giuridica a causa di un atto  
illecito (omissione) da parte degli organi dello Stato, di autogoverno locale o di altri  
funzionari, compreso il danno causato dall’emissione di un atto dello Stato o di un  
organo di autogoverno che è contrario alla legge o ogni altro atto legale, sarà soggetto  
a compensazione. Il danno sarà compensato a spese, rispettivamente, della Tesoreria  
della Federazione russa, della Tesoreria del soggetto della Federazione russa o della  
Tesoreria dell’autorità municipale.”  
Articolo 1070. Responsabilità per danni causati da atti illeciti compiuti da  
organismi investigativi e di indagini preliminari, da procure e tribunali  
“1. Il danno causato ad un soggetto a causa di ingiusta condanna, azione penale  
illecita, illegittima applicazione quale una misura di restrizione, di custodia cautelare  
o di obbligo di dimora (“a written undertaking not to leave a specified place”) e  
l’illecita imposizione di una sanzione amministrativa sotto forma di arresto o di lavoro  
disciplinare, sarà compensato integralmente a spese della Tesoreria della Federazione  
russa e in alcuni casi, stabiliti dalla legge, a carico della Tesoreria del soggetto della  
Federazione russa o dell’autorità municipale, indipendentemente dalla colpevolezza  
dei funzionari degli organismi di investigazione o delle indagini preliminari, delle  
procure o dei tribunali secondo la procedura stabilita dalla legge…”  
Articolo 1071. Organismi e persone agenti a nome della tesoreria  
nell’assegnazione della compensazione per danni a sue spese  
“ Nei casi in cui, conformemente al presente Codice o ad altre leggi, il danno  
causato è risarcibile a spese della Tesoreria della Federazione russa, la Tesoreria del  
soggetto della Federazione russa o della Tesoreria dell’autorità municipale, le  
rispettive agenzie finanziarie agiranno per conto della Tesoreria…”  
Articolo 1099. Disposizioni generali  
“1. I fondi e l’ammontare della compensazione pagabile a un individuo per danno  
non pecuniario sarà determinato dalle disposizioni indicate nel presente Capitolo e  
dall’articolo 151 del presente Codice.  
2. ...  
3. La compensazione per danno non pecuniario sarà corrisposto indipendentemente  
da ogni riconoscimento per danno pecuniario.”  
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Articolo 1100. Fondi per la compensazione per danno non pecuniario  
“La compensazione per danno non pecuniario sarà corrisposto indipendentemente  
dalla colpevolezza del responsabile, quando:  
… il danno è causato a una persona a causa di ingiusta condanna, azione penale  
illecita, illegittima applicazione quale una misura di restrizione, di custodia cautelare  
o di obbligo di dimora (“a written undertaking not to leave a specified place”) e  
l’illecita imposizione di una sanzione amministrativa sotto forma di arresto o di lavoro  
disciplinare.”  
III. DOCUMENTI DEL CONSIGLIO D’EUROPA PERTINENTI  
31. Rapporto esplicativo del Protocollo n. 7 della Convenzione per la  
protezione dei diritti dell’Uomo e delle libertà fondamentali (ETS N.  
117)  
Articolo 3  
“22. Questo articolo prevede che l’indennizzo sarà corrisposto alla vittima di un  
errore giudiziario, a certe condizioni.  
Innanzitutto, la persona interessata deve essere stata dichiarata colpevole di un reato  
con sentenza definitiva e aver scontato una pena a seguito di tale condanna. Secondo  
la definizione contenuta nel rapporto esplicativo della Convenzione europea sulla  
validità internazionale delle sentenze penali, una decisione è definitiva “se essa è,  
secondo l’espressione tradizionale, passata in forza di cosa giudicata. Questo è il caso  
quando essa è irrevocabile, vale a dire quando non è più assoggettabile a vie di ricorso  
ordinarie o quando le parti hanno esperito queste vie o lasciato passare i termini senza  
esercitarle”. Ne risulta che una sentenza pronunciata in contumacia non è considerata  
definitiva fino a quando la legge nazionale permette di riaprire la procedura.  
Ugualmente, questo articolo non si applica nei casi in cui l’imputazione è archiviata o  
quando la persona accusata è assolta, o dal giudice di primo grado, oppure a seguito di  
impugnazione, dal giudice di grado superiore. Se, peraltro, in uno degli Stati dove tale  
possibilità è prevista, la persona ha ricevuto l’autorizzazione di appellarsi, dopo la  
decorrenza del termine ordinario previsto per impugnare e la sua condanna è stata  
annullata in appello, questo articolo può applicarsi, su riserva di altre condizioni  
previste da questo articolo, e in particolare da quelle menzionate al paragrafo 24 qui  
sotto.  
23. In secondo luogo, l’articolo si applica unicamente nel caso in cui la condanna di  
una persona viene annullata, o la grazia viene concessa, perché, nelle due ipotesi, un  
fatto nuovo o non conosciuto dimostra che si è verificato un errore giudiziario – vale a  
dire una mancanza grave in un processo che ha pregiudicato gravemente la persona  
condannata. Conseguentemente, non è necessario, in virtù di questo articolo,  
corrispondere un indennizzo se la condanna è stata annullata o la grazia è stata  
concessa per altri motivi. D’altra parte, l’articolo non contiene nessuna disposizione  
riguardo al tipo di procedura da seguire per accertare un errore giudiziario. Questa  
questione riguarda il diritto interno o la pratica dello Stato interessato. Le parole “o  
quando la grazia è concessa” sono state incluse perché, in certi sistemi giudiziari,  
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piuttosto di una procedura giudiziaria che porti alla revisione della condanna, la grazia  
può, in certi casi, essere il ricorso appropriato dopo una decisione definitiva.  
24. Infine, questo articolo non riconosce alcun diritto all’indennizzo se è dimostrato  
che la mancata scoperta in tempo utile del fatto non conosciuto è imputabile, in tutto o  
in parte, alla persona condannata.  
25. In tutti i casi in cui queste condizioni preliminari sono presenti, l’indennità è  
corrisposta “conformemente alla legge o alla prassi in vigore nello Stato interessato”.  
Ciò non può essere interpretato nel senso che nessun indennizzo deve essere  
corrisposto nel caso in cui la legge o la prassi in vigore non lo preveda. La legge o  
questa prassi deve prevedere il versamento di un’indennità in tutti i casi in cui questo  
articolo si applica. L’intenzione è che gli Stati siano obbligati a risarcire le persone  
unicamente in evidenti casi di errore giudiziario, vale a dire quando è stato  
riconosciuto che la persona interessata era chiaramente innocente. Questo articolo non  
è stato concepito per riconoscere il diritto alla compensazione laddove tutti i  
prerequisiti non sono soddisfatti, per esempio, quando la corte d’appello ha annullato  
una condanna perché ha scoperto un fatto che ha fatto nascere un dubbio ragionevole  
sulla colpevolezza dell’accusato e di cui il giudice di primo grado non avrebbe tenuto  
conto”.  
IN DIRITTO  
SULLA PRETESA VIOLAZIONE DELL’ARTICOLO  
PROTOCOLLO N. 7 ALLA CONVENZIONE  
3
DEL  
32. Invocando l’articolo 3 del Protocollo n. 7, il ricorrente si lamenta che  
la sua richiesta di risarcimento non patrimoniale per ingiusta detenzione è  
stata respinta.  
33. L’articolo 3 del Protocollo n. 7 si legge come segue:  
“Qualora una condanna penale definitiva sia successivamente annullata o qualora la  
grazia sia concessa perché un fatto sopravvenuto o nuove rivelazioni comprovano che  
vi è stato un errore giudiziario, la persona che ha scontato una pena in seguito a tale  
condanna sarà risarcita, conformemente alla legge o agli usi in vigore nello Stato  
interessato, a meno che non sia provato che la mancata rivelazione in tempo utile del  
fatto non conosciuto le sia interamente o parzialmente imputabile.”  
A. Le argomentazioni delle parti  
34. Il ricorrente asserisce che il suo diritto all’indennizzo per ingiusta  
detenzione è stato violato. Riguardo all’applicabilità dell’articolo 3 del  
Protocollo n. 7, sostiene che all’epoca del suo processo le specifiche  
istruzioni postali riguardanti l’utilizzo del francobollo e la ricevuta che lo  
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rimpiazzava non erano nella disponibilità del Tribunale o delle parti.  
Sempre secondo il ricorrente la sua condanna era stata finalmente rivista a  
causa della scoperta di nuovi elementi di prova. Egli argomenta inoltre che  
le conseguenze dell’ingiusta condanna avvenuta nel 1981 erano perdurate  
fino all’annullamento avvenuto nel 2001.  
Perciò il Tribunale era  
competente ratione temporis per esaminare il suo ricorso.  
35. Il Governo asserisce che la condanna del ricorrente è stata annullata  
dal Presidio del Tribunale regionale di Arkhangelsk il 6 ottobre 1999 sulla  
base che il francobollo in questione non poteva essere l’oggetto del reato per  
il quale il ricorrente era stato accusato, non essendo più valido e pertanto  
non più utilizzabile a tale scopo. Il listino prezzi n. 125 “Prezzi e servizi  
postali” era accessibile sia dai Tribunali che dalle parti tanto che fu  
menzionato nella sentenza del Tribunale distrettuale. Quindi, la condanna  
del ricorrente è stata annullata per l‘erronea valutazione degli elementi di  
prova, che non costituisce la presa in considerazione di un fatto nuovo o non  
conosciuto. Per di più, la condanna del ricorrente è stata annullata a seguito  
del processo di revisione di secondo grado e non per la riapertura della  
procedura dovuta alla scoperta di una circostanza nuova. Quindi, la  
modifica della condanna del ricorrente, operata dalla decisione del Presidio  
della Corte regionale di Arkhangelsk del 6 ottobre 1999, non soddisfa le  
condizioni richieste dall’articolo 3 del Protocollo n. 7. Di conseguenza la  
disposizione non è applicabile alla richiesta del ricorrente.  
36. Il Governo osserva anche che il ricorrente fu condannato nel 1981,  
ossia, prima dell’agosto 1988, quando il Protocollo n. 7 entrò in vigore per  
la Russia. Anche se il ricorso del ricorrente, relativo al danno non  
patrimoniale, venne respinto dopo il 1° agosto 1998, le circostanze su cui si  
basa la richiesta si verificarono prima di quella data. Secondo il Governo,  
separare le decisioni prese dalle giurisdizioni nazionali dai fatti che diedero  
origine a quei procedimenti significa dare effetto retroattivo alla  
Convenzione (vedasi Litovchenko c. Russia (dec.), n. 69580/01, 18 aprile  
2002), e la Corte perciò non ha giurisdizione ratione temporis per esaminare  
il ricorso.  
B. Valutazione della Corte  
37. Innanzitutto la Corte nota che nella decisione di ricevibilità del  
1° febbraio 2007 era stato deciso di analizzare con il merito l’applicabilità  
dell’articolo 3 del Protocollo n. 7 e la sua competenza ratione temporis.  
38. La Corte per prima cosa determinerà se ha giurisdizione temporale  
per esaminare le circostanze relative al ricorso del ricorrente sotto il profilo  
dell’articolo 3 del Protocollo n. 7. La Corte osserva che lo scopo di questa  
disposizione è quello di riconoscere il diritto di indennizzo alle persone  
condannate a causa di un errore giudiziario, laddove tale condanna è stata  
annullata dalle giurisdizioni nazionali. Pertanto, l’articolo 3 del Protocollo  
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n. 7 non si applica prima dell’annullamento della condanna. Nel caso in  
esame, poiché la condanna del ricorrente è stata annullata dopo il 1° agosto  
1988, data di entrata in vigore del Protocollo n. 7 per la Russia, le  
condizioni di giurisdizione ratione temporis sono soddisfatte.  
39. La Corte deve anche decidere se nel presente caso le condizioni di  
applicabilità dell’articolo 3 del Protocollo n. 7 siano soddisfatte. La Corte  
ribadisce che il Rapporto esplicativo dell’articolo 3 del Protocollo n. 7  
prevede:  
“[…] l’articolo si applica unicamente al caso in cui la condanna di una persona  
viene annullata … perché … un fatto nuovo o non conosciuto dimostra che si è  
verificato un errore giudiziario – vale a dire una mancanza grave in un processo che  
ha pregiudicato gravemente la persona condannata. Conseguentemente, non è  
necessario, in virtù di questo articolo, versare un indennizzo se la condanna è stata  
annullata o la grazia è stata concessa per altri motivi. D’altra parte, l’articolo non  
contiene nessuna disposizione riguardo al tipo di procedura da seguire per accertare  
un errore giudiziario.”  
40. Riguardo al presente caso, il ricorrente fu condannato con sentenza  
finale del 25 settembre 1981 a due anni di reclusione che scontò. La sua  
condanna fu annullata a seguito di un processo di revisione di secondo  
grado il 6 ottobre 1999 dal Presidio della Corte regionale di Arkhangelsk.  
Alla luce del presente il rapporto esplicativo dell’articolo 3 del Protocollo  
n. 7, la Corte fa notare che è irrilevante quale procedura fu applicata dalla  
giurisdizione interna per l’annullamento della sentenza.  
41. La Corte nota inoltre che le parti sono in disaccordo se la condanna  
del ricorrente fu annullata per un “fatto nuovo o sopravvenuto”. Il ricorrente  
argomenta che il listino prezzi n. 125 “Prezzi e servizi postali” che  
costituisce il fondamento per l’annullamento della sua condanna da parte del  
Presidio della Corte regionale di Arkhangelsk il 6 ottobre 1999, non era  
disponibile al tempo della sua condanna sia per le parti che per i tribunali. Il  
Governo si oppone e sostiene che non solo il listino prezzi era disponibile,  
ma che la sentenza dell’11 agosto 1981 del Tribunale distrettuale di  
Lomonsovskiy vi ha fatto espressamente riferimento.  
42. La Corte osserva che il listino prezzi n. 125 “prezzi e servizi postali”  
fu prodotto personalmente dal ricorrente nel procedimento davanti al  
Tribunale distrettuale di Lomonosovskiy. Il ricorrente argomenta di non  
aver potuto utilizzare il francobollo postale perché secondo il listino prezzi  
era divenuto invalido. Il Tribunale distrettuale respinse le argomentazioni  
del ricorrente, avendo riscontrato che all’epoca del procedimento sia il  
Tribunale distrettuale che il ricorrente erano a conoscenza del contenuto del  
listino prezzi. Ne consegue che all’epoca del processo sia il Tribunale  
distrettuale che il ricorrente erano a conoscenza del contenuto del listino  
prezzi.  
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43. La Corte nota inoltre che il 6 ottobre 1999 il Presidio della Corte  
regionale di Arkhangelsk annullò la condanna del ricorrente motivando che,  
secondo il listino prezzi, il francobollo postale non era più valido al  
momento del fatto e non poteva essere stato usato per ottenere l’illegittimo  
profitto. In conseguenza, la condanna non è stata annullata per “un fatto  
nuovo o sopravvenuto”, ma per il riesame, da parte del Presidio, degli  
elementi di prova utilizzati nel procedimento penale nei confronti del  
ricorrente.  
44. Sulla base di quanto sopra e in considerazione del rapporto  
esplicativo dell’articolo 3 del Protocollo n. 7, la Corte ritiene che non siano  
soddisfatte le condizioni di applicabilità dell’articolo 3 del Protocollo n. 7.  
La Corte osserva altresì che il ricorso non solleva questioni attinenti ad  
alcuna altra disposizione della Convenzione e dei suoi Protocolli.  
45. Ne consegue che la richiesta è incompatibile ratione materiae con le  
disposizioni della Convenzione ai sensi dell’articolo 35 § 3.  
PER QUESTI MOTIVI, LA CORTE ALL’UNANIMITÀ  
Decide che non è competente ad esaminare nel merito il caso.  
Redatta in inglese, e pubblicata per iscritto il 3 luglio 2008, ai sensi  
dell’articolo 77 §§ 2 e 3 del Regolamento della Corte.  
Søren Nielsen  
Cancelliere  
Christos Rozakis  
Presidente  
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