SENTENZA KART c. TURCHIA
regolamentazione da parte dello Stato. Gli Stati contraenti godono nella
materia di un certo margine di apprezzamento. Infatti, il compito della Corte
non consiste nel sostituirsi alle giurisdizioni interne. Spetta alle autorità
nazionali, ed in prticolare alle corti ed ai tribunali, interpretare la
legislazione interna (vedi, mutatis mutandis, Brualla Gómez de la Torre c.
Spagna, sentenza del 19 dicembre 1997, Raccolta di sentenza e decisioni
1997-VIII, p. 2955, § 31 ; Saez Maeso c. Spagna, n. 77837/01, § 22, 9
novembre 2004).
74. Spetta invece alla Corte statuire in ultima istanza sul rispetto delle
esigenze della Convenzione ; essa deve verificare che le limitazioni operate
non restringano l’accesso offerto all’individuo in maniera o fino ad un punto
tale che il diritto si ritrovi leso nella sua stessa sostanza. Inoltre, una simile
limitazione del diritto di accesso ad un tribunale non si concilia con
l'articolo 6 § 1 se non quando è rivolta ad uno scopo legittimo e se esiste un
ragionevole rapporto di proporzionalità tra i mezzi impiegati e lo scopo
mirato (Waite e Kennedy c. Germania [GC], n. 26083/94, § 59, CEDH
1999-I ; T.P. e K.M. c. Regno Unito [GC], n. 28945/95, § 98, CEDH
2001-V). Infatti, il diritto di accesso ad un tribunale è leso quando la sua
regolamentazione cessa di servire i fini della sicurezza giuridica e della
buona amministrazione della giustizia e costituisce una sorta di barriera che
impedisce alla persona giudicabile dal tribunale di vedere la sua causa
esaminata nel merito dalla giurisdizione competente.
75. Al riguardo, la Corte osserva che quando uno Stato riconosce una
immunità ai membri del suo Parlamento, la protezione dei diritti
fondamentali può esserne colpita. Non si può, pertanto, in maniera generale,
considerare l'immunità parlamentare come una restrizione sproporzionata al
diritto di accesso ad un tribunale come consacrato dall'articolo 6 § 1. Allo
stesso modo in cui tale diritto è inerente alla garanzia di un processo equo
garantito da tale articolo, devono essere mantenute determinate restrizioni
all’accesso che sono ad esso inerenti ; si rinviene un esempio nei limiti
generalmente ammessi dagli Stati contraenti, come rilevato dalla dottrina
sull'immunità parlamentare (A. c. Regno Unito, cit., § 83 ; mutatis mutandis,
Al-Adsani c. Regno Unito [GC], n. 35763/97, § 56, CEDH 2001-XI). Al
riguardo, la Corte ha già riconosciuto che il fatto per gli Stati di accordare
generalemente una immunità più o meno estesa ai parlamentari costituisce
una pratica di lunga data, che mira a permettere la libera espressione dei
rappresentanti del popolo e ad impedire che dei procedimenti di parte
possano ledere alla funzione pubblica parlamentare (A. c. Regno Unito, cit.,
§§ 75-77 ; Cordova (nn. 1 e 2), cit., §§ 55 e 56 rispettivamente ; De Jorio c.
Italia, n. 73936/01, § 49, 3 giugno 2004). Dunque, la creazione di eccezioni
a tale immunità, la cui applicazione avverrebbe in funzione di fatti
particolari di ogni causa, avrebbe come effetto di violare considerevolmente
i fini perseguiti (A. c. Regno Unito, cit., § 88).
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