SENTENZA ABDULLAH YILMAZ C. TURCHIA
fanteria) e dei sottoufficiali C.T. e M.S, fu incaricata di istruire il caso (« la
commissione »). Lo stesso giorno, la commissione procedette all’interrogatorio
del luogotenente Ö.B., del sottotenente M.A.S., del sergente A.A. e dei soldati
M.C., Ç.B. e G.İ., testimoni oculari. Furono così raccolte diverse dichiarazioni
che permisero di stabilire i seguenti fatti.
15. Per quanto riguarda la tensione venutasi a creare tra il sergente e
Maşallah, sono state raccolte le seguenti testimonianze:
« [Dichiarazione del sergente A.A.] Ero presente sui luoghi a partire dalle 15 :10. (...)
Il sergente Avcil mi ha invitato a prendere il tè. (...) E’ stato il soldato Maşallah a servirlo.
Il sergente Avcil non ha apprezzato il tè ed ha cominciato a gridare contro Maşallah. Io
(...) gli ho spiegato che, viste le condizioni, quel tè era accettabile. Il sergente ha mandato
via il soldato e poi lo ha richiamato; era ancora più alterato. (...) Maşallah non ha mancato
di rispetto e non è stato arrogante (...). E’ l’atteggiamento del sergente nei confronti del
soldato che era ingiusto. (...) Ho visto il sergente Avcil colpire Maşallah fino a fargli
perdere conoscenza ; gli ha dato 5-6 schiaffi e 3-4 calci. Maşallah era veramente stordito a
causa di questi colpi. La ragione di tale pestaggio era semplicemente il tè (...). Maşallah è
rimasto svenuto dai 5 ai 10 minuti. Il sergente l’ha svegliato con dell’acqua e gli ha detto
di « smammare » (...) »
« [Dichiarazione del soldato M.C.] (...) Verso le 7:30, il sergente Avcil ha chiesto a
Maşallah di preparare del tè. Il mio compagno si attardava, il sergente lo ha sgridato, ma
non lo ha colpito. Il pomeriggio, il sergente gli ha chiesto di nuovo di fare il tè. Egli non lo
ha apprezzato, poiché Maşallah lo aveva preparato troppo forte. Egli ha cominciato a
colpirlo, insultandolo [facendo riferimenti a sua madre e alla sua compagna (ana avrat)].
Io ero lì vicino, ho visto tutto e sentito tutto. Il mio compagno Maşallah è svenuto. Il
sergente lo ha bagnato con l’acqua (...) e lo ha inviato nuovamente nella trincea. In
seguito, il sergente ci ha chiamati, me, Maşallah e Ç.B. Ci ha dato dei consigli ; poi ha
detto a Maşallah « di andare a farsi fottere nella trincea » (...). »
« [Dichiarazione del soldato Ç.B.] (...) Verso mezzo giorno, Maşallah è venuto a dirmi
che il sergente Avcil lo aveva maltrattato (...). Nel pomeriggio, il sergente ha domandato a
Maşallah di preparagli del tè. In seguito, egli ha cominciato a dargliene di santa ragione a
Maşallah poichè non gli era piaciuto il tè. (...) Non ho visto Maşallah svenire. (...) Il
sergente Avcil ci ha chiesto di andare (...) a confortare Maşallah. Questi ci ha parlato e ci
ha detto che se il sergente avesse provato a picchiarlo di nuovo lo avrebbe denunciato al
comandante della guarnigione. »
« [Dichiarazione del soldato G.İ.] (...) Ero lì mentre il sergente parlava con i soldati
Maşallah, M.C. e Ç.B. (...) Ad un certo punto, ho visto il sergente voltarsi verso Maşallah
e gridare « vai a farti fottere ». »
16. Per quanto riguarda i rispettivi comportamenti di Maşallah e del
sergente poco prima dell’incidente, sono state rese le seguenti dichiarazioni :
« [Dichiarazioni del sotto tenente M.A.S., ascoltato per due volte] (...) Mentre ero
dietro il camion a sorvegliare il carico, ho sentito un soldato [in lacrime] gridare « sono
stufo,non ne posso più, mi ucciderò ». (...) L’ho visto, in piedi, con la canna del suo fucile
poggiato sulla pancia ; il calcio era rialzato rispetto al suo ventre e lui si era appoggiato al
fucile allo scopo di tirare sul grilletto (...). Ho quindi visto il sergente Avcil caricare il
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